1. Partire dal profilo di carico reale
Il consumo annuo non mostra quando l’energia serve. Occorre distinguere mattino, mezzogiorno, sera, giorni feriali, fine settimana e stagioni. Una pompa di calore aumenta il consumo in inverno, quando la produzione FV è inferiore; un’azienda può invece avere un elevato consumo diurno che coincide bene con il sole.
Dati a intervalli di quindici minuti o più fini rendono visibili carico di base, picchi, immissione e utenze spostabili. Da qui nasce la logica di priorità.
- Il consumo diretto comporta in genere meno perdite.
- Batteria e accumulo termico risolvono compiti diversi.
- Oltre ai kWh bisogna considerare la potenza in kW.
2. Valutare il prezzo dinamico completo
Il prezzo dell’energia o di borsa non è l’intera fattura. Rete, oneri, imposte, quote fisse e possibili componenti di potenza restano rilevanti.
Un controllo automatico deve combinare tariffa completa, previsione FV, stato della batteria, fabbisogno termico e limite di potenza. Altrimenti un’ora apparentemente economica può generare picchi o perdite inutili.
- Usare dati tariffari nella stessa risoluzione temporale del controllo.
- Trattare le previsioni con un margine di sicurezza.
- Evitare il prelievo se è attesa a breve produzione solare.
3. Usare batteria e calore per il loro compito
La batteria conserva elettricità di alta qualità e può alimentare molti carichi. Il suo valore dipende da capacità utile, potenza, rendimento, cicli e differenza di prezzo. Un boiler o la massa dell’edificio immagazzinano energia a costi spesso inferiori, ma soltanto come calore.
Spesso conviene combinarli: la batteria copre sera e notte, mentre pompa di calore o boiler costruiscono una riserva termica nelle ore solari.
| Opzione | Punto di forza | Limite |
|---|---|---|
| Batteria | Elettricità flessibile in seguito | Investimento, perdite, invecchiamento |
| Acqua calda | Accumulo termico economico | Solo domanda di calore |
| Massa dell’edificio | Spesso senza hardware aggiuntivo | Comfort e temperatura |
4. Considerare il mining come carico residuo flessibile
Un miner può assorbire potenza rapidamente e trasforma quasi tutta l’elettricità in calore. È interessante soltanto quando esistono contemporaneamente vero surplus e una domanda termica utilizzabile.
La valutazione comprende hardware, raffreddamento, manutenzione, rumore, imposte, volatilità del ricavo, prelievo di rete e mancata immissione. PHT lo tratta come soluzione tecnica opzionale e non come rendimento garantito.
- Funzionamento entro soglie di surplus e temperatura.
- Installazione elettrica adatta al carico continuo.
- Aspetti fiscali e legali da chiarire con specialisti.
Il miner non compensa una progettazione energetica mancante. Prima devono funzionare bene FV, consumi, accumulo, calore e rete.
5. Dall’analisi alla regolazione automatica
Un concetto solido descrive punti di misura, priorità, limiti, stati di sicurezza e responsabilità. Stabilisce anche che cosa accade se mancano comunicazione o prezzi.
Dopo la messa in servizio i dati reali vengono confrontati con la pianificazione. Solo così si verifica se aumenta l’autoconsumo, diminuiscono i picchi e i carichi flessibili funzionano nelle finestre giuste.
- Analizzare settimane rappresentative.
- Definire per iscritto l’obiettivo principale.
- Controllare stagionalmente e adattare le regole.
Fonti e aggiornamento
- Ufficio federale dell’energia (UFE) – statistiche energetiche e solari
- Commissione federale dell’energia elettrica ElCom – prezzi e mercato
- Pronovo – incentivi e rimunerazione unica per il fotovoltaico
- Ispettorato federale degli impianti a corrente forte ESTI – sicurezza elettrica
- Amministrazione federale delle contribuzioni AFC – indicazioni fiscali sulle cripto-attività
Aggiornato: 12.07.2026. Prima di decidere, verificare sempre tariffe, incentivi, prescrizioni e valori del mining aggiornati.

